Microchip DNA. E’ questo in nome della tecnologia che arriva dal Portogallo e che permetterà di prevenire gli arresti cardiaci improvvisi. “Questo microchip identifica le mutazioni genetiche alla base di patologie come la cardiomiopatia ipertrofica, la cardiopatia dilatativa, la cardiomiopatia antimogena ventricolare destra, la sindrome del Qt breve e lungo”, ha spiegato Alexandra Fernandes dell’Università di tecnologia umanitaria di Lisbona. “La morte cardiaca improvvisa colpisce circa 350mila individui ogni anno negli Stati Uniti e in Italia causa piu’ di 70mila decessi l’anno”, ha aggiunto Nuno Cardim, primario di cardiologia dell’Hospital da Luz di Lisbona.
Lo studio ha permesso di mettere a punto un microchip in cui viene inserito in DNA proveniente da un prelievo di sangue che viene ‘letto’ da un laser. “I test attuali sono costosi e di difficile utilizzo – ha dichiarato Italo Richichi, cardiologo e presidente dell’Associazione di prevenzione cardiovascolare – l’obiettivo principale della ricerca è quello di sviluppare un nuovo test cardiaco grazie alla quale analizzare patologie complesse che se non prevenute, possono portare al decesso per morte improvvisa in giovane età”.
